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Copertina

La stanza del vescovo

Rai,

DESCRIZIONE

Lago Maggiore, seconda metà degli anni Quaranta. Il giovane Marco Maffei (Dewaere), appassionato di vela, casualmente conosce il simpatico ed eccentrico Temistocle Mario Orimbelli (Tognazzi), benestante signore di mezza età, che vive in una splendida villa con tanto di darsena, dove di lì a poco Maffei ormeggia la sua barca. In casa viene accolto da Cleofe (Giacobbe), l'arcigna moglie di Orimbelli, e dalla splendida Matilde (Muti), vedova dopo che suo marito, fratello di Cleofe, è stato dichiarato scomparso durante la recente guerra mondiale. Benché la differenza di età sia sensibile, fra Maffei e Orimbelli la complicità è simile a quella che di solito hanno fra loro i soldati di leva: i due infatti si divertono a navigare il lago in lungo e largo, girovagare per le belle cittadine che vi si affacciano, pasteggiare con ottimo champagne non di rado in compagnia di ragazze, le quali hanno verso la coppia di vitelloni atteggiamenti a dir poco disinvolti. Ma come spesso accade, l'amicizia fra due uomini viene messa in pericolo da una donna, in questo caso Matilde, verso la quale Maffei sente nascere un sentimento misto a una forte attrazione fisica. Accortosi della cosa, Orimbelli fa credere a Maffei di avere da tempo una relazione sentimentale proprio con Matilde, naturalmente tenuta nascosta a Cleofe. Maffei cade nel tranello e rinuncia a corteggiare Matilde, preferendo salvare l'amicizia con Orimbelli. Quest'ultimo rimane improvvisamente vedovo a causa dell'inaspettata e provvidenziale morte di Cleofe, trovata senza vita nella darsena: un incidente sembra essere la causa del decesso. Ormai a Orimbelli non rimane che sposare in seconde nozze Matilde, la quale accetta seppur senza particolari entusiasmi. Ma intanto la morte di Cleofe si tinge di giallo, con Maffei che vuole vederci chiaro. Il film di Risi è stato uno dei campioni di incassi del 1977 e non poteva essere altrimenti, visto il successo editoriale dell'omonimo romanzo di Piero Chiara da cui è tratto. E i nudi femminili che Risi fece intravedere nel trailer fecero il resto. Realizzato su misura per Tognazzi, Risi cuce per l'attore cremonese l'abito che gli è più congeniale, quello di un gourmet con la passione per la bella vita e le belle donne, ma dall'animo gretto e dagli atteggiamenti spesso patetici. Celeberrima la sequenza che vede la Muti e Dewaere fare l'amore durante un temporale notturno, una scena che turbò i sogni dei giovani di quegli anni. Molte le curiosità presenti nel film, come la tecnica usata per il suicidio (non vi diciamo di chi) tramite impiccagione alla Condè. La vittima rimane soffocata con la corda che però non è legata a qualcosa in alto, tanto che il corpo rimane in una posizione tale che piedi e gambe poggiano in terra. Nel film di Risi, la corda è attorcigliata a una maniglia di un armadio. La scena ricreata dal regista non è casuale, serve per sottolineare la psicologia del personaggio che sceglie di morire così. Il sistema Condè è conosciuto infatti non soltanto come modalità di suicidio voluto, ma anche accidentale, conseguenza cioè di un gioco erotico finito male. Secondo alcune voci, i decessi improvvisi di David Carradine e di Michael Hutchence, leader degli INXS, sono da addebitare proprio a questo. Non il sistema Condè, ma un semplice colpo di pistola alla tempia, fu la morte scelta da Dewaere nel 1982 per porre fine ai suoi giorni, a soli 35 anni. Passando a cose più leggere, sorridiamo divertiti nel rivedere oggi il film di Risi, quando scopriamo il cognome da nubile di Cleofe e da vedova di Matilde, che Piero Chiara scelse per le protagoniste del suo romanzo, scritto nel 1976. Scelse di chiamarle Berlusconi. - - Durata: 110'

DETTAGLI

ALTRI CONTRIBUTI : Ugo Tognazzi ; Ornella Muti ; Patrick Dewaere ; Gabriella Giacobbe
LINGUA : italiano
LICENZA : Tutti i diritti riservati
ARGOMENTI : # in Arti / Cinema, televisione e radio / Cinema, film / Cinema: stili e generi