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DESCRIZIONE

Con l'accordo Molotov/Ribbentrop, nell'agosto del 1939 la Germania nazista e la Russia comunista stringono un patto di non aggressione e, tacitamente, decidono di spartirsi la Polonia. Il 1° settembre le truppe tedesche invadono la nazione confinante, stessa cosa fa l'Unione Sovietica. Nella primavera dell'anno successivo la Polonia già non esiste più. Mentre la Wehrmacht rivolge le sue attenzioni al resto d'Europa, Stalin decide di liberarsi definitivamente del probabile pericolo di una rivolta polacca contro l'Armata Rossa, ordinando così di eliminare tutti i maggiori esponenti della borghesia e intellighenzia del paese appena sottomesso. Molti di questi uomini sono ufficiali dell'esercito come Andrzej (Zmijewski) che, insieme al suo generale (Englert) e a molti altri soldati, vengono deportati nella foresta di Katyn. Per tutta la durata del conflitto e oltre, Anna (Ostaszewska) e Róza (Stenka), mogli rispettivamente di Andrzej e del generale, lotteranno con tutte le loro forze per fare luce su quanto è accaduto a Katyn. Il più celebre regista polacco non poteva non fare i conti con la Storia del suo paese specie in questo caso, visto che quella tragedia lo ha colpito anche nel privato. Infatti Jakub, padre di Andrzej Wajda, è uno dei 22.000 fra ufficiali e soldati, trucidati in quelle che poi sono passate alla Storia come le fosse di Katyn. Per anni quella strage è stata addebitata ai tedeschi contro ogni logica, prima fra tutte quella di ignorare che furono proprio loro a portarla alla luce quando si era ancora in pieno conflitto mondiale. La menzogna durò addirittura fino al 1990 (in Italia solo Montanelli aveva sempre avanzato dubbi su quella vicenda) quando, di fronte al mondo, Michail Gorbačëv ammise la totale responsabilità sovietica della strage, ordinata da Stalin ed eseguita dall'NKVD, il servizio segreto padre del KGB. Wajda sa essere crudo e realistico e se i morti di Katyn furono quasi tutti uomini, per il suo film il regista sceglie di raccontare anche la storia delle loro donne, rimaste a casa ad aspettare i mariti o alla vana ricerca di notizie sulla loro fine. Molti i momenti emozionanti del film, ma il più bello e più esemplificativo di quella che era la situazione in Polonia dopo lo scellerato patto russo/tedesco, è la scena iniziale, con centinaia di profughi in fuga su un ponte, con di fronte le truppe tedesche e alle spalle quelle sovietiche. - - Durata: 118'

DETTAGLI

ALTRI CONTRIBUTI : Maja Ostaszewska ; Artur Zmijewski ; Jan Englert ; Danuta Stenka
LINGUA : italiano
LICENZA : Tutti i diritti riservati
ARGOMENTI : # in Arti / Scienze umane / Cinema, televisione e radio / Storia / Storia militare / Storia:dalla preistoria al presente / Cinema, film / Cinema: stili e generi / Seconda Guerra Mondiale / Storia del 20. Secolo dal 1900 al 2000